Noi abbiamo letto “Il bracciale di sterline”…i commenti dei lettori!

Questa pagina in costante aggiornamento è dedicata ai commenti e le recensioni dei lettori de “Il Bracciale di Sterline”. Potete lasciare i vostri commenti qui,  sulla pagina facebook del gruppo “Il bracciale di sterline” o inviarla via mail a matteincerti@gmail.com  Verrà pubblicata in questa sezione.
  • Questa storia struggente di guerra e musica lascia un nodo in gola. Perchè a cose fatte è facile dire “io c’ero, io ho fatto, io ho detto”. Consigliata a tutti per il commovente silenzio durante 65 dei protagonisti” Elio Ghelli, Genova 23 febbraio 2017
  • Bologna 26/12/2013 -Il libro “Il bracciale di sterline” mi è stato indicato da un abitante di Secchio: un libro storico assai curioso ed avvincente dove la realtà con i suoi colpi di scena va al di là della fantasia del più bravo dei romanzieri.  Sono grato a Matteo Incerti e Valentina Ruozi per aver descritto in modo asciutto e senza retorica un pezzo di vera storia partigiana con i suoi ideali di giustizia e libertà.  Un pezzo di cronaca di guerra che mi ha fatto vivere quei tempi terribili già uditi dai racconti dei miei genitori. 

Ho una piccola casa in quel di Secchio, sono 52 anni che tutte le estati salgo in quel minuscolo borgo e mi ritempro fra gente semplice e cordiale; avevo qualche notizia di lanci di armi ed attrezzature sul Cusna nel 1945 ma non avrei mai immaginato l’ampiezza e l’importanza ad essi collegata.

E’ stata una sorpresa che mi farà guardare e vivere quelle località con occhi diversi, dato più che, spesso, sono a Cavriago, Bibbiano, Ghiardo, Puianello e conosco bene le zone di Toano, Manno …… .

Mi sono immedesimato nel racconto che, pertanto, è risultato doppiamente emozionante.

Mia nonna acquisita fa Incerti di cognome ……….. chissà se qualche altro cerchio si chiude.

Grazie ancora a Matteo e Valentina per la loro bravura e pazienza e per la splendida abilità nel cucire insieme tanti fatti apparentemente slegati e distanti dandogli un’anima; farò leggere il libro a mio figlio perché quegli ideali a cui ho attinto nella mia infanzia non vadano perduti.

Ancora bravi, cordialmente Carlo MANNI – Bologna

  • Il bracciale di sterline:un libro meraviglioso che ho iniziato a leggere appena l’ho comprato e che ho letto tutto d’un fiato per quanto mi ha appassionato! ma poi triste per averlo finito nel giro di qualche giorno l’ho riletto tutto di nuovo! Claudia Poli (Ascoli Piceno)
  • Finito…troppo bello, e fa riflettereDaniela Ricchetti, Rubiera (Reggio Emilia)
  • E’ una lettura affascinante che riesce a ricostruire la storia vera con l’intrico e l’incrocio di storie di persone vere. Mi emoziona pensare al suono della cornamusa, a quello che può aver evocato in chi lo ha sentito, al fatto che ha evitato l’ennesima, inutile strage. Il paracadute mi ha fatto ricordare la camicetta di una ragazza che ho conosciuto da bambina: era di seta con bollini in rilievo, un po’ come la plastica a pallini che si usa per imballare. E’ bello e rassicurante che i due autori abbiano seguito le vite dei protagonisti negli anni successivi alla guerra. Hanno riallacciato fili sospesi sparpagliati nel mondo, e sono riusciti a salvare queste storie e a dimostrare che il Mondo è veramente Piccolo. Carlotta e Alberto Guareschi (Roncole Verdi Parma).

  • Ragazzi non posso far altro che complimentarvi con voi per l’ottimo lavoro di ricerca che avete fatto; siete riusciti a riportare alla luce nomi e avvenimenti che per molti erano sconosciuti, avete riportato alla luce storie di eroi che nonostante la giovane età hanno messo a rischio la loro vita lottando per un futuro migliore. Da questi eroi dovemmo imparare tante cose, ed è proprio per questo motivo che non possono essere dimenticati.
    Continuate così. Gianni De Luca, Settimo Torinese (Torino)
  • Coinvolgente ed emozionante, molto curato nei dettagli. Complimenti è bellissimo! Rosy Campanaro, Roma

  • Finito di leggere stanotte. Un po’ di fatica a ricordare tutti i personaggi, ma dopo un po’ ci si abitua. Ho sfiorato le lacrime più di una volta. Non vedo l’ora di passare per Albinea, Botteghe, Secchio, li guarderò sicuramente con occhi nuovi e farò una sosta per ricordare Kiss, Barbanera, Modena, Riccomini, Libertà, don Vasco… Ho detto una bugia, non è fatica ricordare i personaggi, i loro vent’anni ti rimangono nel cuore. Elisa Musi, Bologna
  • Grazie a voi due, Matteo Incerti e Valentina Ruozi per aver scritto un libro cosi’ meraviglioso...uno di quelli che rimane nel cuore perchè parla di gente, di vite vissute e di quello che è stato per non dimenticare...grazie anche per la vostra collaborazione con i Modena city Ramblers e per la bellissima manifestazione fatta la scorsa settimana a Botteghe d’Albinea, alla quale, purtroppo, per via della distanza (abito nella prov di Torino) e del lavoro non ho potuto parteciparvi….ma chi c’è stato me l’ha raccontato ed un po’ è stato come esserci anch’io …grazie a voi per aver voluto RICORDARE E RACCONTARE…per non dimenticare i valori che allora esistevano e che forse oggi ce ne siamo dimenticati..grazie grazie grazie.  Roberta Taranzano, Torino
  • Ho letteralmente sbranato il  libro “Il bracciale di sterline” in tre giorni e sono rimasta colpita dal coraggio, dalla forza di volontà e dall’altruismo dei personaggi. Pensare che è una storia vera, pensare che viviamo in una città libera grazie allo sforzo e alle vite di queste persone fa venire i brividi. Ma soprattutto mi fa pensare il fatto che questo non è il mondo per cui hanno lottato. E dopo aver letto questo libro, non voglio ne dimenticare ne cancellare o vanificare il loro sforzo. Un libro da leggere. Una lezione di vita. Complimenti. Giada Reccardini, Reggio Emilia-Costa Rica.
  • Entrare in una libreria, guardarsi attorno piuttosto annoiati e con la convinzione di non trovare niente di interessante poi … ecco lo sguardo che si posa su una copertina, un soldato e una bimba, mano nella mano, che calpestano una bandiera nazista; poi il titolo, ‘Il bracciale di sterline’, e la curiosità aumenta. Curiosità che viene per un attimo smorzata dal sottotitolo, ‘Cento bastardi senza gloria’, e nella mente si fa strada il pensiero che il libro non sia altro che un modo per cavalcare la fama del film di Tarantino. Cosa fare? Posarlo o provare ad approfondirne i contenuti? Opto per la seconda opzione: leggo la quarta di copertina, lo sfoglio e prima di rendermene conto il libro mi cattura, mi insinua il desiderio di leggerlo al più presto. Quello che mi attira non è solo la curiosità per un avvenimento della Seconda Guerra Mondiale di cui non ero a conoscenza ma la sensazione che in questo libro ci sia qualcosa di più che non la fredda narrazione di una battaglia. Appena arrivato a casa inizio la lettura e le mie prime impressioni trovano conferma: è la storia di una ricerca, di ragazzini che divenuti grandi vogliono saperne di più di donne e uomini, diversi per provenienza, cultura, estrazione sociale, che si trovano a lottare per un unico obiettivo, per una parola che oggi, forse, è solo un guscio vuoto: libertà. Ci sono diverse pagine che mi hanno emozionato: dalla storia dei soldati russi traditi più volte al piper scozzese e ai suoi fantasmi a molte altre. Sarebbe stato facile farsi catturare dalla retorica narrando questi avvenimenti, ma Valentina e Matteo sono riusciti ad evitare questa trappola e hanno avuto il merito e la capacità di trasmettere a chi legge quell’insieme di sentimenti che possiamo semplicemente definire umanità. Stefano Dalzini, Mantova
  • Quando riesci a vedere oltre al fiume di parole che ti scorre davanti agli occhi, quando ti dispiace abbandonare la lettura perché devi farlo, quando ti rattrista arrivare a quel minuscolo punto d’inchiostro che chiude un’altra grande storia, allora capisci di aver letto un bel libro”. Questo è solo il mio pensiero, anche se credo possa essere condiviso da altri lettori. L’editore ci regala, attraverso l’abile penna degli autori Matteo Incerti e Valentina Ruozi, la magnifica ricostruzione di una vicenda storica realmente accaduta nel lontano ’45 sui monti dell’Appennino reggiano. Chissà cosa avranno pensato gli abitanti di quei borghi nella fredda domenica mattina (4 marzo 1945) intravedendo numerosi paracadutisti punteggiare il cielo sul monte Cusna. Sicuramente, ancora provati dai rastrellamenti del ’44 per opera dei nazisti (della “Goering”), non avrebbero certo immaginato che di lì a poco, quel manipolo di soldati avrebbe inflitto un duro colpo al nemico invasore. Fu da quell’aereo (Dakota) partito da Livorno, che si lanciarono sette paracadutisti del 2° SAS (Special Air Service), i famosi Commando dell’esercito britannico. Una volta insediati al campo base avrebbero poi, con l’aiuto dei partigiani del “Gufo Nero”, addestrato il famoso “Battaglione alleato” per l’incursione (in codice Operazione Tombola) alle ville (Rossi e Calvi) di Botteghe d’Albinea. Era da queste sedi, infatti, che i tedeschi del 51′ Gebirgs Korps prendevano importanti decisioni sul fronte della Linea Gotica con il 3° Reich a Berlino. Legate alla vicenda bellica si susseguono incredibili e toccanti storie d’altrettanti grandi personaggi (uomini, donne, bambine), si scopre dell’esistenza di un secondo bracciale, si celebrano matrimoni, si piangono addii ed il tutto è come accompagnato dalle note di una mitica cornamusa. Insomma veramente un bel libro: scrittura semplice, fedele ricostruzione dei fatti e giusta misura nella narrazione romanzata, ancora complimenti agli autori.  Associazione culturale La Corte di Vallisnera (Reggio Emilia) 
  • Ragazzi che aggiungere ormai alle giuste lodi per il vostro capolavoro!!!!
    Tempo fa, in un vecchio calendario, trovai una bella citazione di Seneca che diceva: “Facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo.” Beh io penso che in questa frase si possa racchiudere lo spirito di tutti i personaggi del vostro libro, paracadutati in un paese lontano, con diverse culture, diverse idee, uniti a ribelli, patrioti, disertori, appartenenti alle più svariate classi sociali (dal parroco al contadino al borghese vedi i Calvi), tutti indistintamente uniti per il conseguimento del più nobile obiettivo la LIBERTA’ a volte purtroppo pagandone il prezzo più caro la VITA. Essendo originario di Vallisnera, ho sempre ascoltato con interesse i racconti di mio nonno e degli anziani del paese riguardo alla RESISTENZA in Emilia e sui nostri monti. Anche questo piccolo borgo come sicuramente saprete è stato teatro (l’episodio è ben descritto da Giuseppe Giovanelli in “DON GIUSEPPE DONADELLI Un uomo di pace travolto dalla guerra”) del triste eccidio per opera dei tedeschi della Goering il 2 luglio 1944 dove persero la vita, barbaramente fucilati, Alberto Fiorini d’anni 16, Agostino Giovannini d’anni 20 e lo stesso Don Giuseppe Donadelli d’anni 26. Mi scuso per questa piccola parentesi “partigiana” e tornando al vostro splendido libro non posso fare altro che associarmi alle idee degli altri lettori, che peraltro condivido, riguardo alla possibilità di vederlo presto come testo nelle scuole, come documentario o come film e, desiderio personale, chissà un domani magari in un’edizione con foto a colori e DVD allegato. Ancora grazie per il vostro superbo lavoro capace di trasmettere grandi emozioni!!!
    Corrado Fiorini, Scandiano.
  •  Lo trovo un documento di civiltà nel quale la parte “romanzesca” si intreccia con una solida documentazione storica. Franco Ricci, Ravenna 
  • Ragazzi, che dire…… erano anni che non leggevo un libro così avidamente….. Una storia terribile quanto affascinante!!!!! L’ho letto tutto d’un fiato perdendomi in questo racconto avvicente. Avete fatto un lavoro meraviglioso!!!! Vi aspetto anche qui a Ravenna x la presentazione del libro…. Che storia, ragazzi….. che storia! Veronica Volontè, Ravenna.
  • Ringrazio Matteo Incerti e Valentina Ruozi per le splendide emozioni che IL BRACCIALE DI STERLINE è riuscito a trasmettermi….bravi, avete scritto un gran libro!!! Solo chi sogna COMBATTE, solo chi sogna VIVE. Alessandro Moncigoli, Reggio Emilia

CLICCA QUI SOTTO PER LEGGERE LE ALTRE DECINE DI RECENSIONI INVIATE DA LETTRICI E LETTORI

  • Io inizio con il dire Grazie Matteo Incerti e Valentina Ruozi, per aver raccontato e ricostruito questa incredibile quanto meno meravigliosa storia, questa parentesi incredibile di storia della nostra regione del nostro paese, dei nostri nonni. Non sono un grande appassionato di lettura in generale, ma devo dire che alla seconda pagina del libro ero già completamente rapito da questa storia, ho trovato il libro molto bello e avvincente, mi sono piaciute le spiegazioni dei vari personaggi durante il racconto, mi hanno commosso le storie dei vari personaggi della missione Tombola del dopo querra, sono diventato ammiratore del grande piper scozzese Kirkpatrick, un mito davvero. Spero che questa storia della missione Tombola venga messa su pellicola, perchè merita davvero di rimanere non solo su carta stampata. W la Resistenza e tutti i valori che negli anni sono andati perduti, e che i nostri nonni sono morti per farli rinascere. Alessandro Rinaldi,  Bologna
  • Complimenti per il libro! Questo romanzo storico di guerra, coincidenze, fatto di persone coraggiosse che mettono la propia vita al servizio del prossimo.. Veramente una storia vera e commovente. Un libro da leggere per non dimenticare mai il nostro passato, e se oggi possiamo sognare ad occhi aperti e GRAZIE a chi ha lottato per noi. Rolanda Skita, Misano Adriatico
  • meraviglioso!!! letto col cuore in gola fino alla finee che bello leggere di personaggi come la coraggiosa Libertà…una donna che avrei voluto essere…e che vorrei essere anche oggi! Un libro da leggere per non dimenticare che quello che siamo oggi lo dobbiamo al coraggio di chi ha lottato per noi ieri! bravi Matteo e Valentina! ci avete fatto un grande regalo. Annalisa Biselli Reggio Emilia
  • Appena finito il libro!  Bellissimo, complimenti! Che bella storia! Siete stati davvero bravi a ripescare il tutto, bello bello ! Lucia Vellandi, Treviso
  • Complimenti per il libro! Veramente una storia toccante.un vero capolavoro. Lorenzo Scorticati, Reggio Emilia.
  • Ho appena finito di leggere “Il bracciale di sterline” che ho acquistato  per le recensioni positive che ho letto. Non ero molto convinto ma la curiosità era molta. Beh, devo dire che avete fatto un lavoro notevole. Veramente bello! Molto ben documentato, ben scritto con un climax coinvolgente, a tratti commovente ed entusiasmante. Pochi eurini spesi bene. Bravo! Continua così.  Mauro Savazza, Campagnola Emilia (Re)
  • Magnifico e appassionante! Parafrasando il poeta potremmo dire: “libertà va cercando, ch’è sì cara,.come sa chi per lei la propria vita mette in gioco”. CIò che colpisce è anche la giovane età dei protagonisti: la maggior parte è tra i 17 e i 25 anni! D’istinto si torna indietro ai nostri vent’anni, e si riflette su come si è inconsapevoli, a quell’età!  Simona de Simone, San Severino Marche Eppure Fanfulla (uno dei protatgonisti) non ha ancora vent’anni quando decide che una vita senza libertà non ha senso e sceglie di essere partigiano, pur di non sottostare alle angherie e ai soprusi di tedeschi e fascisti! (cfr pag.100 o giù di lì) Ancora, il maggiore Roy Farran ha solo 25 anni quando, contravvenendo agli ordini, scende con il paracadute sul Cusna, insieme agli altri, per coordinare le azioni che daranno vita all’Operazione Tombola. Grazie a questi ragazzi/e verrà sbaragliato il comando tedesco – con sede a Botteghe di Albinea – luogo di coordinamento della difesa tedesca sulla linea gotica. Ciò eviterà il bombardamento su Botteghe e zone limitrofe da parte degli alleati e quindi la conseguente massiccia perdita di civili. Mirabili i capitoli conclusivi del libro, con i due giornalisti (hanno altri nomi, ma sono Valentina e Matteo, gli autori!) che cercano di ricomporre il “puzzle”, cercando in giro per quei luoghi e in Europa i tasselli vivi dell’intera vicenda! David Kirkpatrick (Al Pivarol cal vin dal ciel!, il giovane piper scozzese che a 19 anni si era lanciato sul Cusna con il suo kilt flower of Scotland e la sua pipe) viene contattato in Scozia, nel piccolo villaggio della west coast. Le vicende vissute in Italia quando era poco più di un ragazzo hanno lasciato ferite e dolore in Lui: ha visto compagni cadere, giovani vite stroncate, la morte. Ha serrato i ricordi, non condividendoli con nessuno, quasi a cancellarli. I nostri bravi giornalisti gli manifestano la gratitudine delle genti che hanno avuto salva la vita anche grazie al suo coraggio. I tasselli si ricompongono, i brutti ricordi vengono esorcizzati, e restano per sempre memoria e testimonianza delle gesta eroiche di 100 ragazze e ragazzi che hanno lottato per la loro e l’altrui libertà, a rischio della vita. Simona De Simone, San Severino Marche 
  • Il libro Il bracciale di sterline mi  è piaciuto perché è una storia reggiana profondamente internazionale; perché racconta la Storia attraverso le storie di persone semplici, a volte protagonisti di avvenimenti più grandi di loro  perché l’uomo è sempre protagonista di storie più grandi di sé stesso; perché  è la storia di tante storie, dall’inglese che purtroppo perde la vita lontano dalla sua casa, al reggiano che  si reca lontano da casa, per andare a trovare la regina d’Inghilterra; perché è una storia di coraggio e di ideali che sono valori di cui l’uomo ha avuto e avrà sempre bisogno; perché nel 150 ° dell’Unità d’Italia è necessario sfogliare le pagine della nostra storia; perché i protagonisti ripetono sempre che la guerra è un brutto ricordo; perché sembra un libro di guerra ma in realtà è una grande indagine di due giornalisti detectives a caccia non di colpevoli ma degli inconsapevoli protagonisti; perché è una grande operazione di recupero della memoria e di stimolo a studiare la nostra storia : ora il testimone è nelle mani dei lettori che hanno il dovere di fornire il proprio contributo alla ricerca  e di passare il testimone ad altri affinché la fiaccola del ricordo e della conoscenza non abbia a spegnersi. Fabio Nunnari, Reggio Emilia                                         
  • Interessantissimo. Importante per me rendermi conto di quanta storia, fatta anche di sangue, sia intrisa la terra sulla quale cammino liberamente ogni giorno. mi è piaciuto molto il parallelo e la narrazione della vita odierna di quei “comuni” eroi. le sensazioni sono tante. aggiungo solo questa: un libro che mi ha parlato della Resistenza senza strattonarla politicamente verso destra o verso sinistra, ma lasciandola come centro di un avvenimento di forte e umana ricerca della Libertà.                                                  Massimo Bellei (Sant’Ilario d’Enza – Reggio Emilia)
  • Per chi conosce “Band of Brothers”, prodotto da Spielberg e Tom Hanks, in questo libro ritroverà la stessa epica e il ritmo incalzante di un grande tributo allo storia di uomini nella guerra. Chi non conosce quella ricostruzione cinematografica… allora legga “Il bracciale di sterline”, sarà come scorrerne la sceneggiatura visiva!    Gianluca Foglia, Parma 
  • Davvero tanti complimenti! Siete riusciti a rendere una storia vera “magica” come una inventata. Poi gli ultimi capitoli, con gli incontri dopo 65 anni, sono quasi commoventi! Bravi bravi! L’altra sera, parlando con mio nonno, gli ho detto che stavo leggendo il Bracciale di sterline sull’attacco a villa Rossi e lui mi ha detto “Ah, c’era anche un mio parente, Nello Caraffi…”. Tornato a casa, vado a leggere i documenti in fondo al libro e trovo il suo nome lì! Fantastico!                                                                            Davide Valeriani, Reggio Emilia
  • Oggi ho finito il libro! Devo dire che arrivata alla fine, le ultime pagine hanno lasciato posto alla commozione. Grazie per averci regalato un pezzo di storia vera, reale. Complimenti di cuore e ancora grazie per aver ricordato il sacrificio di tanti per poterci dare quella libertà che ora abbiamo. Bellissimo il ricordo dei nonni che raccontano, Penso al mio papà partigiano quando mi diceva delle sue “imprese” per aiutare i grandi (lui diciassettenne, ma già sapeva da che parte stare) e le paure che a volte incontrava, ma non si è mai fermato! Ora che non è più con me leggendo il vostro libro ho ripercorso i ricordi.                          Daniela Seveso, Brugherio (Milano)
  • Sono rimasto talmente entusiasta di ciò che ho letto che desidero veramente complimentarmi. Mi hanno sempre appassionato le storie dove vengono messe in risalto grandi valori come l’amicizia, il rispetto la voglia di sacrificio, valori questi che forse, nel mondo attuale e nei giovani d’oggi, non sempre sono ben presenti. Anch’io ascoltavo sempre i racconti di mio nonno, e il mio rammarico e’ di non aver in qualche modo preso appunti in modo di avere una sorta di raccolta delle varre vicissitudini da lui vissute. Nel suo libro vengono descritti infatti le geste di queste persone apparantemente normali ma che per la loro causa (libertà), diventano degli eroi. Persone pronte a sacrificare la loro stessa vita per permettere a chi rimane di avere un futuro migliore. E’ forse questo che i giovani d’oggi non sanno? Se oggigiorno c’è tutto questo benessere fatto di cose materiali lo dobbiamo forse ai nostri nonni e bisnonni che hanno combattuto e lottato per averli, anche se a mio parere oggi mancano molti di quei valori che c’erano una volta. Questo libro forse bisognerebbe farlo leggere nelle scuole magari al posto del superato ed obsoleto Promessi Sposi (non ho nulla contro il Manzoni, ma per me rimane più affascinante la storia del Bracciale di Sterline), magari aiuterebbe gli studenti a capire certe cose e ritornare ad avere certi valori che oggi sembrano scomparsi. Non voglio dilungarmi troppo e rinnovo ancora i complimenti per il suo fantastico Il Bracciale di Sterline con una forte stretta di mano. Luciano Boni, Reggio Emilia.
  • Il cuore gonfio di emozione e gratitudine. Grazie a chi ha dato la vita, lottato, tenuto duro e un grazie a voi per aver scritto, cercato, trovato, documentato. I miei nonni materni hanno perso un figlio sul Monte Caio mentre combatteva come partigiano e uno torturato a villa Cucchi. Volevo ringraziarvi per il lavoro fatto nello scrivere “il bracciale di sterline”, è stata una lettura avvincente, commovente, istruttiva e a tratti atroce. Fatico a trovare i termini per esprimere le emozioni provate nel leggere il libro, le emozioni che provo nel ripensarci. Complimenti, ci vuole coraggio e determinazione per affrontare una sfida come questa! Grazie, anche da parte dei miei parenti! Elisa Allegri, Reggio Emilia
  • Pochi libri mi hanno emozionato e commosso come questo. Una storia bellissima e coinvolgente. Ho avuto veramente i brividi nel leggerlo. Da un profano come me faccio tantissimi complimenti. Maurizio Valcavi, Reggio Emilia
  • Ho finito di leggere il vostro bel libro. Non sarei in grado e non m’interessa far disquisizioni prettamente letterarie: ribadisco solo che è stato emozionante leggere di ricordi che paiono favole…a tratti commovente. Una bella idea ed un buon lavoro per cui vi ringrazio! Bravi!!! Antonio Zanoli, Sassuolo (Modena)
  • Libro bellissimo, peccato per le notti insonni per non smettere di leggerlo…Complimenti a tutti, lavoro superbo a tratti commovente soprattutto per il coraggio delle persone che ne hanno fatto parte. noi giovani dovremo imparare molto da loro….! Enrico Zanella, Modena
  • Una storia straordinaria narrata con passione e trasporto. Forse un po’troppo romanzata nel racconto, ma appassionante e coinvolgente.  Apprezzabile la parte documentale e fotografica, oltre al lungo epilogo che narra come il libro è nato e si raccorda con l’inizio del racconto in maniera perfetta.                            Massimo Foglio, Torino
  •  Sono parole vive che suscitano sentimenti ed emozioni molto partecipate su episodi anche molto commuoventi e toccanti. Il libro nel suo complesso è molto coinvolgente e l’ho letto libero da giudizi precostituiti sia da una parte sia dall’altra ma utilizzando solo il cuore ed è per questo che l‘ho sentito moltissimo.  Sergio Biselli, Piacenza.
  • Un libro che ti trasporta indietro nel tempo, in mezzo alle gesta dei partigiani che lottarono per la nostra libertà. Ti prende, ti fa rivivere i momenti, ti trasporta lungo 66 anni di storiaConsiglio la lettura. Grazie a chi lo ha scritto. Grazie a tutti i protagonisti che hanno combattuto per noi. Fabrizio Martelli, Ravenna.
  • Questo libro è davvero piacevole, spettacolare, il libro ti tiene incollato alle sue pagine come una calamita… le descrizioni e le storie dei personaggi ti legano immediatamente a loro… Bello!!   Mirko Sportelli, Teramo
  •  Ho finito di leggere il libro ieri sera e che dire? Avete scritto un intreccio di storie , che tengono il lettore incollato alle pagine finchè non è arrivato alla fine. Complimenti per averci avvicinato ad un episodio tanto importante della Resistenza , del quale io non sapevo nulla. Italo Berselli, Reggio Emilia
  • Mi e’ piacita la storia, come e’ stata raccontata e la “leggerezza” nel raccontarla. In parole brevi: la lettura scorreva leggera in un passato non tanto lontano.  Ne acquisterò anche un altra copia per regalarlo ad un amico. Andrea Gabbiani, Piacenza.
  • Il libro è una bella pagina di storia locale che andava raccontata. Tu e Valentina Ruozi avete lavorato molto bene. Non avete romanzato troppo e narrando i fatti sono usciti dei ritratti di quegli uomini e di quelle donne come se aveste usato una pellicola in bianco e nero. Non li avete sovraccaricati  di inutili e falsi colori che avrebbero snaturato la loro umanità, che proprio per questo motivo ne esce rafforzata. Ottima anche l’idea dei documenti finali con la carellata dei racconti delle loro vite nel dopoguerra. E’ stata una bella e piacevole lettura.  Leonardo Righi, Reggio Emilia.
  • Sono uno degli organizzatori della manifestazione del 23-25 aprile a Verona. In quell’occasione ho preso un copia del vostro libro …. vi volevo fare i miei complimenti per lo straordinario lavoro che avete fatto. E’ uno dei più bei libri letti negli ultimi tempi, raccontare può essere facile ma coinvolgere così nel racconto è una cosa esageratamente difficileAndrea Gatti (associazione Gotica Toscana)
  • Una cornamusa guidò il loro cammino fino alla liberazione. Sembra un racconto rosa o un sogno, ma è una storia vera il romanzo storico di Matteo Incertie Valentina Ruozi …” “un appassionante excursus in un episodio della storia italiana fondamentale e appassionante, ma sconosciuto ai più“. Libreriauniversitaria.it 
  • Complimenti per l’opera titanica di ricerca che è alla base del libro, per la passione che vi ha sostenuto nell’opera e per l’emozione che riuscite a trasmettere nei vostri lettori. Siete stati davvero bravi perché ci avete creduto. La lettura mi ha trasmesso molto entusiasmo. Silvia Pratissoli, Modena
  • Mi è piaciuto molto, è a tratti commovente. In un passaggio c’è la storia del bombardamento del centro di Cavriago durante la Liberazione in cui sorgeva e fu, in quella giornata distrutta, la casa dei miei bisnonni.  Elisabetta Grassi, Reggio Emilia
  • Emozionante, avvincente e mai troppo pesante, nonostante l’argomento non sia certo dei più leggeri. Ho apprezzato moltissimo il piper che salva indirettamente la vita a centinaia di persone, e mi ha commosso la storia del russo che emigra in Australia, la cui storia poi s’intreccia nuovamente col presente. Lo consiglierò senz’altro ad amici e parenti. Alberto Menozzi, Reggio Emilia
  • Ho acquistato il libro e dire che è meraviglioso è riduttivo,vi sono una infinità di episodi che mi hanno tenuto letteralmente appicicato alle pagine ma le Staffette Partigiane formate da donne (ragazzze) è un miscuglio di astuzia e eroismo ed amore per la libertà. Consiglio di acquistarlo o farvelo prestare da un amico, ma il consiglio è di comprarlo è un pezzo di storia, da tenere sullo scaffale della propria libreria e da consultare quando il ricordo inizia a svanire. Alan Berselli. Sasso Marconi (Bologna)
  • E’ veramente stupendo complimenti. Ho appena finito di leggerlo tutto di un fiato in un paio d’ore. Un intreccio di storie veramente appassionante. Poi decisamente scorrevole e mai pesante il testo, nonostante la serietà del tema si legge veramente con piacere. Massimo, Albinea (Re)
  • Ho finito di leggere Il Bracciale di Sterline… appassionante ed emozionante. La storia di Silvia e del suo papà e del bracciale che li ha legati per tutta la vita anche se lontanissimi è stata commovente. Grazie per averlo scritto! Federica Salsi, Bologna
  • La strada è stata piuttosto lunga ma posso dire di avercela fatta: stanotte (o meglio stamattina) alle 4:00 ho finito il libro. Cercherò di essere breve, ma la sintesi non è esattamente un mio dono… Dopo diverse settimane che mi accontentavo di leggere qualche “boccone” di righe prima di addormentarmi, ieri notte ho varcato la linea di quello che io definisco “il punto di non-ritorno”. Sapevo che prima o poi, una di queste notti, sarei incappato in quel frangente del libro… E’ che di solito, nei libri belli, quel confine si trova verso i tre/quarti (o addirittura il finale) della stesura: Il Bracciale di Sterline, invece è talmente bello, che quel punto è appena prima della metà – maledizione! – e da lì in poi la smania e la foga non ti consentono più di mollare l’osso fino al completo smembramento. Comunque sia ragazzi, e qui mi rivolgo agli autori, farvi i complimenti è davvero poca cosa confronto all’impresa titanica che avete compiuto. Tutto questo è a dir poco davvero grande. Quello che avete realizzato non è “solo” un libro stupendo, ma è un turbine di emozioni che sembrano non avere mai fine (vedi la recente scoperta della sposa che si fece l’abito nunziale con un certo paracadute…). Io stesso, durante l’ultima lunga tranche di lettura (durata quattro ore), spesso mi sono visto costretto (un po’ per la commozione e un po’ per la tarda ora e gli occhi stanchi) a dovermi staccare dal libro e chiuderlo per alcuni secondi a causa di un po’ di … appannamento visivo, ecco!  Quindi a mio avviso racchiude e custodisce, oltre a tanti fatti storici che pochi conoscono, uno scrigno di sentimenti seppur discordanti tra loro che grazie a quelle pagine – alle vostre pagine – non andranno mai più persi.  La stessa figura del bracciale di sterile, in forma sia reale che metaforica, una volta strinto e allacciato chiude tanti cerchi, che tra loro sono inequivocabilmente agganciati.  Le mie riflessioni, voltata l’ultima pagina, sono fondamentalmente quattro:La vita è meravigliosa: non c’è niente di più stupido che dare questa cosa per scontata, spesso il destino è davvero tanto strano, quanto beffardo e sorprendente, I due autori sono stati senz’altro fortunati ad “incappare” in questa storia e avere l’opportunità di riviverla coi protagonisti, ma sono stati in grado di ricostruirla in maniera davvero magistrale. Chi sceglierà di acquistare e leggere questo libro, ritengo che sarà – oltre che altrettanto fortunato – soprattutto grato agli autori per averlo catapultato virtualmente in quell’epoca, in quelle battaglie, in quegli orrori e in quelle storie d’amore. Ma sono solo modestissime opinioni personali.   Enzo Cadoppi, Reggio Emilia
  •  Mi ha fatto scorrere un brivido lungo la schiena, avevo fatto lo stesso percorso alle medie con la Citarella sulla storia dell’attacco, ho ancora il libro di Gordon autografato da lui il giorno della pubblicazione nel 1995. Vivere a così pochi metri da villaRossi e villa Calvi e sapere cosa è successo lì mi fa correre indietro nella storia. Riccardo , Albinea
Annunci

Informazioni su .-.

giornalista free lance

Pubblicato il 27 dicembre 2013 su RECENSIONI DEI LETTORI. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. ANNALISA BISELLI

    …meraviglioso!!! letto col cuore in gola fino alla fine…e che bello leggere di personaggi come la coraggiosa Libertà…una donna che avrei voluto essere…e che vorrei essere anche oggi! Un libro da leggere per non dimenticare che quello che siamo oggi lo dobbiamo al coraggio di chi ha lottato per noi ieri! bravi Matteo e Valentina! ci avete fatto un grande regalo.

    Annalisa Biselli Reggio Emilia

  2. Rinaldi Alessandro

    Bhe io inizio con il dire Grazie Matteo e Valentina, per aver raccontato e ricostruito questa incredibile quanto meno meravigliosa storia, questa parentesi incredibile di storia della nostra regione del nostro paese, dei nostri nonni.
    Non sono un grande appassionato di lettura in generale, ma devo dire che alla seconda pagina del libro ero già completamente rapito da questa storia, ho trovato il libro molto bello e avvincente, mi sono piaciute le spiegazioni dei vari personaggi durante il racconto, mi hanno commosso le storie dei vari personaggi della missione Tombola del dopo querra, sono diventato ammiratore del grande piper scozzese Kirkpatrick, un mito davvero.
    Spero che questa storia della missione Tombola venga messa su pellicola, perchè merita davvero di rimanere non solo su carta stampata.
    W la Resistenza e tutti i valori che negli anni sono andati perduti, e che i nostri nonni sono morti per farli rinascere.

    Rinaldi Alessandro
    Bologna

  3. Magnifico e appassionante!
    Parafrasando il poeta potremmo dire:
    “libertà va cercando, ch’è sì cara,.come sa chi per lei la propria vita mette in gioco”. CIò che colpisce è anche la giovane età dei protagonisti: la maggior parte è tra i 17 e i 25 anni! D’istinto si torna indietro ai nostri vent’anni, e si riflette su come si è inconsapevoli, a quell’età! Eppure Fanfulla (uno dei protatgonisti) non ha ancora vent’anni quando decide che una vita senza libertà non ha senso e sceglie di essere partigiano, pur di non sottostare alle angherie e ai soprusi di tedeschi e fascisti! (cfr pag.100 o giù di lì)
    Ancora, il maggiore Roy Farran ha solo 25 anni quando, contravvenendo agli ordini, scende con il paracadute sul Cusna, insieme agli altri, per coordinare le azioni che daranno vita all’Operazione Tombola. Grazie a questi ragazzi/e verrà sbaragliato il comando tedesco – con sede a Botteghe di Albinea – luogo di coordinamento della difesa tedesca sulla linea gotica. Ciò eviterà il bombardamento su Botteghe e zone limitrofe da parte degli alleati e quindi la conseguente massiccia perdita di civili.

    Mirabili i capitoli conclusivi del libro, con i due giornalisti (hanno altri nomi, ma sono Valentina e Matteo, gli autori!) che cercano di ricomporre il “puzzle”, cercando in giro per quei luoghi e in Europa i tasselli vivi dell’intera vicenda! David Kirkpatrick (Al Pivarol cal vin dal ciel!, il giovane piper scozzese che a 19 anni si era lanciato sul Cusna con il suo kilt flower of Scotland e la sua pipe) viene contattato in Scozia, nel piccolo villaggio della west coast.

    Le vicende vissute in Italia quando era poco più di un ragazzo hanno lasciato ferite e dolore in Lui: ha visto compagni cadere, giovani vite stroncate, la morte. Ha serrato i ricordi, non condividendoli con nessuno, quasi a cancellarli. I nostri bravi giornalisti gli manifestano la gratitudine delle genti che hanno avuto salva la vita anche grazie al suo coraggio. I tasselli si ricompongono, i brutti ricordi vengono esorcizzati, e restano per sempre memoria e testimonianza delle gesta eroiche di 100 ragazze e ragazzi che hanno lottato per la loro e l’altrui libertà, a rischio della vita.

  4. Molto bello ,un po’ troppo anglofilo a dire il vero ma gli autori sono scusati,molto bravi.
    A Ca’ Marastoni non e’ andata proprio cosi’ come e’ narrato ;e’ stata la piu’ grande battaglia campale della Resistenza ed erano schierati 5 distaccamenti della 26 ^ brigata garibaldi che hanno bloccato l’attacco con mitra e bombe a mano senza mai indietreggiare
    e uno delle fiamme verdi che per motivi sconosciuti ha abbandonato le posizioni salvo poi ritornare ,richiamato dal comando della 26^,con una pattuglia che ha incontrato tragica morte in un agguato nazi fascista.il battaglione alleato e’ stato chiamato a rinforzo per il contrattacco che ha messo in rotta piu’ di 1000 tedeschi e facsisti con divisa tedesca..
    a villa calvi e rossi c’era tutta la resistenza reggiana ,non solo i partecipanti all’azione,questo deve essere chiaro dal momento che se e’ vero che venne fatta una selezione accurata dei partecipanti e’ altrettanto vero che alla missione “segreta”in tantissimi vollero partecipare ed e’ indubbio che senza la rete di protezione dei gap della pianura,uno fra tutti fiorello gennari medaglia d’oro v.m.,i feriti, non abbandonati come era prestabilito ma salvati dai garibaldini ,difficilmente sarebbero stati successivamente curati e trasportati in zona sicura.la resistenza reggiana ha mostrato un livello altissimo
    il libro e’ stupendo in molte parti e la narrazione fluente e in alcuni passaggi commuove anche il sottoscritto che dei fatti narrati sa molto per averne sentito parlare da diversi garibaldini partecipanti alla missione i quali mi diedero sempre l’impressione di accostarsi agli episodi narrati con molta modestia e con rispetto per i troppi morti procurati.
    complimentissimi agli autori e un bacio anzi due
    antonio farri
    (figlio di “Gianni”, Giovanni Farri, aiutante maggiore 26a Brigata Garibaldi)

  5. Ragazzi che aggiungere ormai alle giuste lodi per il vostro capolavoro!!!!
    Tempo fa, in un vecchio calendario, trovai una bella citazione di Seneca che diceva: “Facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo.” Beh io penso che in questa frase si possa racchiudere lo spirito di tutti i personaggi del vostro libro, paracadutati in un paese lontano, con diverse culture, diverse idee, uniti a ribelli, patrioti, disertori, appartenenti alle più svariate classi sociali (dal parroco al contadino al borghese vedi i Calvi), tutti indistintamente uniti per il conseguimento del più nobile obiettivo la LIBERTA’ a volte purtroppo pagandone il prezzo più caro la VITA. Essendo originario di Vallisnera, ho sempre ascoltato con interesse i racconti di mio nonno e degli anziani del paese riguardo alla RESISTENZA in Emilia e sui nostri monti. Anche questo piccolo borgo come sicuramente saprete è stato teatro (l’episodio è ben descritto da Giuseppe Giovanelli in “DON GIUSEPPE DONADELLI Un uomo di pace travolto dalla guerra”) del triste eccidio per opera dei tedeschi della Goering il 2 luglio 1944 dove persero la vita, barbaramente fucilati, Alberto Fiorini d’anni 16, Agostino Giovannini d’anni 20 e lo stesso Don Giuseppe Donadelli d’anni 26. Mi scuso per questa piccola parentesi “partigiana” e tornando al vostro splendido libro non posso fare altro che associarmi alle idee degli altri lettori, che peraltro condivido, riguardo alla possibilità di vederlo presto come testo nelle scuole, come documentario o come film e, desiderio personale, chissà un domani magari in un’edizione con foto a colori e DVD allegato. Ancora grazie per il vostro superbo lavoro capace di trasmettere grandi emozioni!!!
    Corrado Fiorini, Scandiano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: