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Noi abbiamo letto “Il bracciale di sterline”…i commenti dei lettori!

Questa pagina in costante aggiornamento è dedicata ai commenti e le recensioni dei lettori de “Il Bracciale di Sterline”. Potete lasciare i vostri commenti qui,  sulla pagina facebook del gruppo “Il bracciale di sterline” o inviarla via mail a matteincerti@gmail.com  Verrà pubblicata in questa sezione.

E’ una lettura

affascinante che riesce a ricostruire la storia vera con l’intrico e l’incrocio di storie di persone vere. Mi emoziona pensare al suono della cornamusa, a quello che può aver evocato in chi lo ha sentito, al fatto che ha evitato l’ennesima, inutile strage. Il paracadute mi ha fatto ricordare la camicetta di una ragazza che ho conosciuto da bambina: era di seta con bollini in rilievo, un po’ come la plastica a pallini che si usa per imballare. E’ bello e rassicurante che i due autori abbiano seguito le vite dei protagonisti negli anni successivi alla guerra. Hanno riallacciato fili sospesi sparpagliati nel mondo, e sono riusciti a salvare queste storie e a dimostrare che il Mondo è veramente Piccolo. Carlotta e Alberto Guareschi (Roncole Verdi Parma).

  • Ragazzi non posso far altro che complimentarvi con voi per l’ottimo lavoro di ricerca che avete fatto; siete riusciti a riportare alla luce nomi e avvenimenti che per molti erano sconosciuti, avete riportato alla luce storie di eroi che nonostante la giovane età hanno messo a rischio la loro vita lottando per un futuro migliore. Da questi eroi dovemmo imparare tante cose, ed è proprio per questo motivo che non possono essere dimenticati.
    Continuate così. Gianni De Luca, Settimo Torinese (Torino)
  • Coinvolgente ed emozionante, molto curato nei dettagli. Complimenti è bellissimo! Rosy Campanaro, Roma
  • Finito di leggere stanotte. Un po’ di fatica a ricordare tutti i personaggi, ma dopo un po’ ci si abitua. Ho sfiorato le lacrime più di una volta. Non vedo l’ora di passare per Albinea, Botteghe, Secchio, li guarderò sicuramente con occhi nuovi e farò una sosta per ricordare Kiss, Barbanera, Modena, Riccomini, Libertà, don Vasco… Ho detto una bugia, non è fatica ricordare i personaggi, i loro vent’anni ti rimangono nel cuore. Elisa Musi, Bologna
  • Grazie a voi due, Matteo Incerti e Valentina Ruozi per aver scritto un libro cosi’ meraviglioso...uno di quelli che rimane nel cuore perchè parla di gente, di vite vissute e di quello che è stato per non dimenticare...grazie anche per la vostra collaborazione con i Modena city Ramblers e per la bellissima manifestazione fatta la scorsa settimana a Botteghe d’Albinea, alla quale, purtroppo, per via della distanza (abito nella prov di Torino) e del lavoro non ho potuto parteciparvi….ma chi c’è stato me l’ha raccontato ed un po’ è stato come esserci anch’io …grazie a voi per aver voluto RICORDARE E RACCONTARE…per non dimenticare i valori che allora esistevano e che forse oggi ce ne siamo dimenticati..grazie grazie grazie.  Roberta Taranzano, Torino
  • Finito…troppo bello, e fa riflettere. Daniela Ricchetti, Rubiera (Reggio Emilia)
  • Ho letteralmente sbranato il  libro “Il bracciale di sterline” in tre giorni e sono rimasta colpita dal coraggio, dalla forza di volontà e dall’altruismo dei personaggi. Pensare che è una storia vera, pensare che viviamo in una città libera grazie allo sforzo e alle vite di queste persone fa venire i brividi. Ma soprattutto mi fa pensare il fatto che questo non è il mondo per cui hanno lottato. E dopo aver letto questo libro, non voglio ne dimenticare ne cancellare o vanificare il loro sforzo. Un libro da leggere. Una lezione di vita. Complimenti. Giada Reccardini, Reggio Emilia-Costa Rica.
  • Entrare in una libreria, guardarsi attorno piuttosto annoiati e con la convinzione di non trovare niente di interessante poi … ecco lo sguardo che si posa su una copertina, un soldato e una bimba, mano nella mano, che calpestano una bandiera nazista; poi il titolo, ‘Il bracciale di sterline’, e la curiosità aumenta. Curiosità che viene per un attimo smorzata dal sottotitolo, ‘Cento bastardi senza gloria’, e nella mente si fa strada il pensiero che il libro non sia altro che un modo per cavalcare la fama del film di Tarantino. Cosa fare? Posarlo o provare ad approfondirne i contenuti? Opto per la seconda opzione: leggo la quarta di copertina, lo sfoglio e prima di rendermene conto il libro mi cattura, mi insinua il desiderio di leggerlo al più presto. Quello che mi attira non è solo la curiosità per un avvenimento della Seconda Guerra Mondiale di cui non ero a conoscenza ma la sensazione che in questo libro ci sia qualcosa di più che non la fredda narrazione di una battaglia. Appena arrivato a casa inizio la lettura e le mie prime impressioni trovano conferma: è la storia di una ricerca, di ragazzini che divenuti grandi vogliono saperne di più di donne e uomini, diversi per provenienza, cultura, estrazione sociale, che si trovano a lottare per un unico obiettivo, per una parola che oggi, forse, è solo un guscio vuoto: libertà. Ci sono diverse pagine che mi hanno emozionato: dalla storia dei soldati russi traditi più volte al piper scozzese e ai suoi fantasmi a molte altre. Sarebbe stato facile farsi catturare dalla retorica narrando questi avvenimenti, ma Valentina e Matteo sono riusciti ad evitare questa trappola e hanno avuto il merito e la capacità di trasmettere a chi legge quell’insieme di sentimenti che possiamo semplicemente definire umanità. Stefano Dalzini, Mantova
  • Quando riesci a vedere oltre al fiume di parole che ti scorre davanti agli occhi, quando ti dispiace abbandonare la lettura perché devi farlo, quando ti rattrista arrivare a quel minuscolo punto d’inchiostro che chiude un’altra grande storia, allora capisci di aver letto un bel libro”. Questo è solo il mio pensiero, anche se credo possa essere condiviso da altri lettori. L’editore ci regala, attraverso l’abile penna degli autori Matteo Incerti e Valentina Ruozi, la magnifica ricostruzione di una vicenda storica realmente accaduta nel lontano ’45 sui monti dell’Appennino reggiano. Chissà cosa avranno pensato gli abitanti di quei borghi nella fredda domenica mattina (4 marzo 1945) intravedendo numerosi paracadutisti punteggiare il cielo sul monte Cusna. Sicuramente, ancora provati dai rastrellamenti del ’44 per opera dei nazisti (della “Goering”), non avrebbero certo immaginato che di lì a poco, quel manipolo di soldati avrebbe inflitto un duro colpo al nemico invasore. Fu da quell’aereo (Dakota) partito da Livorno, che si lanciarono sette paracadutisti del 2° SAS (Special Air Service), i famosi Commando dell’esercito britannico. Una volta insediati al campo base avrebbero poi, con l’aiuto dei partigiani del “Gufo Nero”, addestrato il famoso “Battaglione alleato” per l’incursione (in codice Operazione Tombola) alle ville (Rossi e Calvi) di Botteghe d’Albinea. Era da queste sedi, infatti, che i tedeschi del 51′ Gebirgs Korps prendevano importanti decisioni sul fronte della Linea Gotica con il 3° Reich a Berlino. Legate alla vicenda bellica si susseguono incredibili e toccanti storie d’altrettanti grandi personaggi (uomini, donne, bambine), si scopre dell’esistenza di un secondo bracciale, si celebrano matrimoni, si piangono addii ed il tutto è come accompagnato dalle note di una mitica cornamusa. Insomma veramente un bel libro: scrittura semplice, fedele ricostruzione dei fatti e giusta misura nella narrazione romanzata, ancora complimenti agli autori.  Associazione culturale La Corte di Vallisnera (Reggio Emilia) 
  • Ragazzi che aggiungere ormai alle giuste lodi per il vostro capolavoro!!!!
    Tempo fa, in un vecchio calendario, trovai una bella citazione di Seneca che diceva: “Facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo.” Beh io penso che in questa frase si possa racchiudere lo spirito di tutti i personaggi del vostro libro, paracadutati in un paese lontano, con diverse culture, diverse idee, uniti a ribelli, patrioti, disertori, appartenenti alle più svariate classi sociali (dal parroco al contadino al borghese vedi i Calvi), tutti indistintamente uniti per il conseguimento del più nobile obiettivo la LIBERTA’ a volte purtroppo pagandone il prezzo più caro la VITA. Essendo originario di Vallisnera, ho sempre ascoltato con interesse i racconti di mio nonno e degli anziani del paese riguardo alla RESISTENZA in Emilia e sui nostri monti. Anche questo piccolo borgo come sicuramente saprete è stato teatro (l’episodio è ben descritto da Giuseppe Giovanelli in “DON GIUSEPPE DONADELLI Un uomo di pace travolto dalla guerra”) del triste eccidio per opera dei tedeschi della Goering il 2 luglio 1944 dove persero la vita, barbaramente fucilati, Alberto Fiorini d’anni 16, Agostino Giovannini d’anni 20 e lo stesso Don Giuseppe Donadelli d’anni 26. Mi scuso per questa piccola parentesi “partigiana” e tornando al vostro splendido libro non posso fare altro che associarmi alle idee degli altri lettori, che peraltro condivido, riguardo alla possibilità di vederlo presto come testo nelle scuole, come documentario o come film e, desiderio personale, chissà un domani magari in un’edizione con foto a colori e DVD allegato. Ancora grazie per il vostro superbo lavoro capace di trasmettere grandi emozioni!!!
    Corrado Fiorini, Scandiano.
  •  Lo trovo un documento di civiltà nel quale la parte “romanzesca” si intreccia con una solida documentazione storica. Franco Ricci, Ravenna 
  • Ragazzi, che dire…… erano anni che non leggevo un libro così avidamente….. Una storia terribile quanto affascinante!!!!! L’ho letto tutto d’un fiato perdendomi in questo racconto avvicente. Avete fatto un lavoro meraviglioso!!!! Vi aspetto anche qui a Ravenna x la presentazione del libro…. Che storia, ragazzi….. che storia! Veronica Volontè, Ravenna.
  • Ringrazio Matteo Incerti e Valentina Ruozi per le splendide emozioni che IL BRACCIALE DI STERLINE è riuscito a trasmettermi….bravi, avete scritto un gran libro!!! Solo chi sogna COMBATTE, solo chi sogna VIVE. Alessandro Moncigoli, Reggio Emilia

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